Il Ciclo di Shannara

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Ai lettori fantasy, che non si sono ancora avventurati in questo mondo, presentiamo il Ciclo di Shannara. Quattro volumi (una trilogia e un prequel) dell’americano Terry Brooks. A onor del vero questi sono solamente la prima e  più vecchia parte di un corpus di diciassette libri sul mondo si Shannara, una quantità davvero impressionante.

copertina  Il primo re di ShannaraQuando si tratta di Fantasy infatti, non si ha quasi mai a che fare con un romanzo singolo: si incappa sempre nelle saghe, composte da decine di volumi, con centinaia di pagine ciascuno. Forse perché le saghe richiamano quelle antiche della letteratura nordica, peraltro alla radice del moderno genere Fantasy. Forse perché, una volta che l’autore di fantasia ha inventato con fatica un universo vasto e variegato, ha bisogno di svariati libri per ottenere una trama soddisfacente e che lo sfrutti appieno. I più maliziosi troverebbero la ragione di tanta produttività nel profitto, altri più benevoli direbbero che chi scrive Fantasy non può porre limiti alla sua creatività per natura.

Altra grande caratteristica del genere fantastico è la dipendenza dai tòpoi letterari. Sono quelli che danno una luce banale al romanzo e all’autore, ma d’altro canto danno pure una certa sicurezza al lettore. Non per difendere Terry Brooks dall’accusa di plagio nei confronti di Tolkien, ma chiunque (negli anni Novanta come oggi) tenti di scrivere Fantasy deve confrontarsi con lui, in un modo o nell’altro. Ci sono in effetti i nani con la barba, gli elfi dalle orecchie a punta, il saggio stregone e l’Oscuro Signore che ritorna.

I meriti di una saga fantasy devono vedersi dunque nella scorrevolezza di stile, da un elemento originale che lo renda diverso e unico anche solo per un aspetto e, una novità forse più degli ultimi tempi, una trattazione più profonda e moderna della psicologia dei caratteri (vedi le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco). Il Ciclo di Shannara parrebbe in possesso di queste qualità: lo stile non è certo quello aulico di Tolkien, ma nemmeno quello più diretto di Martin; l’elemento originale è il ruolo svolto dalla Storia come disciplina; per quanto riguarda i personaggi, Brooks li descrive un po’ pigramente nel primo romanzo, ma si riprende abbondantemente negli altri tre.

Due considerazioni finali: la descrizione delle battaglie è molto attenta e gustosa, consigliata a chi predilige questo aspetto della narrazione; il viaggio e la Cerca sono l’elemento narrativo dominante, porre sempre attenzione alla cartina, rassicurante presenza di ogni buon romanzo fantasy!

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Un pensiero riguardo “Il Ciclo di Shannara

    tielyanna ha detto:
    8 settembre 2014 alle 19:28

    Magari fossero solo 4, sono ben di più, io ho smesso all’undicesimo perchè davvero quando è troppo è troppo.
    Comunque i prmi 6 sono andati via in un amen.

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