The Reader – ad alta voce di Stephen Daldry

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immagine tratta dal film The Reader:Michael legge a HannaCon questo film Stephen Daldry, ancora una volta, è riuscito a dare un’impostazione originale allo sviluppo del suo film. The Reader infatti è una conferma di quanto sia abile il regista a inventare una trama che piano piano si dipana attraverso gli avvenimenti principali.
Siamo nella Germania dell’Ovest nel 1958. La guerra è finita da più di un decennio ma qualcosa ci fa intuire che gli avvenimenti del passato continuano ad essere presenti nella società. Michael Berg (Ralph Fiennes), in una fredda giornata di pioggia, si sente male e trova riparo all’entrata di un palazzo. Michael non sa ancora che la donna che è lì davanti a lui e che lo sta aiutando è la persona che segnerà la sua vita più di ogni altra al mondo. Dopo una lunga malattia, decide di andare a trovarla per ringraziarla ma Hanna, interpretata in modo eccezionale da Kate Winslet, appare piuttosto fredda nei suoi confronti: lo spettatore però intuisce che un sentimento forte già li lega. I due infatti, nonostante la grande differenza di età, trascorreranno l’intera estate ad incontrarsi per fare l’amore e per dedicarsi alla lettura dei grandi classici della letteratura.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando Hanna scompare. I due si incontreranno di nuovo molti anni dopo, in una circostanza drammatica, che sconvolgerà profondamente lo sviluppo della storia. Michael infatti scopre che Hanna in passato ha lavorato per le SS, contribuendo allo sterminio di moltissime donne. A questo punto il film si trasforma da un’appassionante storia d’amore alla cronaca di uno dei numerosi processi contro i criminali nazisti. Le scene del processo fanno emergere uno dei temi più importanti dell’ultimo secolo. Lo spettatore si trova di fronte alla stessa difficile scelta in cui si trovarono i giudici, ovvero, l’incapacità di punire le persone che hanno commesso crimini nazisti e la “banalità del male” a cui la filosofa Hannah Arendt ha dedicato diversi scritti.
Il passaggio tra queste due parti del film emerge anche stilisticamente. All’inizio del film le inquadrature sono molto vicine ai personaggi e sembra quasi che la telecamera non riprenda ma spii i momenti più intimi delle loro vite. Le inquadrature rimbalzano da un primo piano all’altro e anche i dettagli assumono molta importanza. Successivamente invece, il panorama si allarga ad una dimensione più vasta e anche le la distanza tra la macchina da presa e gli attori è maggiore. Lo spettatore così riesce a comprendere il quadro complessivo e a godersi pienamente il finale della storia.

L’immagine è tratta da : “The Reader” di Witchblue

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