La conquista della felicità

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“…è in questa profonda unione istintiva con la corrente della vita che si trova la massima gioia.”

Nell’ultimo incontro del Gruppo di lettura di filosofia, abbiamo commentato l’opera di Bertrand Russell: La conquista della felicità. Pubblicato nel 1930, il volume rientra tra gli Scritti popolari, così definiti perché dimostrano come il filosofo, noto per le sue ricerche logico matematiche, abbia dedicato la sua riflessione anche  a temi etici e religiosi, rivolgendosi ai lettori con un linguaggio semplice e divulgativo.
Accanto agli studi di logica e matematica, Russell si dedico a quelli che vengono definiti “scritti popolari”, come L’educazione dei nostri figli (1926) , Matrimonio e morale (1929) , La conquista della felicità (1930) , Religione e scienza (1935), “

ritratto di Bertrand Russell

L’intento dell’opera è quello di suggerire un rimedio contro il quotidiano comune scontento di cui soffre la maggior parre della gente nei paesi civili.

L’idea di fondo è che la felicità sta nell’impegnarsi in attività costruttive e nell’apertura agli altri, senza ripiegarsi su se stessi: amare l’attività per se stessa, senza cadere nel rischio di essere peccatore, narcisista o megalomane.
L’opera si divide in due parti: nella prima vengono analizzate le cause dell’infelicità, nella seconda, in modo speculare, si analizzano gli atteggiamenti e i comportamenti che possono aiutarci ad essere felici.

CAUSE DELL’INFELICITÀ

TEMPERAMENTO MODERNO O BYRONIANO
Russell critica il suo contemporaneo Joseph Wood Krutch , scrittore , critico e naturalista, autore, in particolare, di Modern Temper, opera pubblicata nel 1929 con grande successo di pubblico, caratterizzata da un atteggiamento nostalgico e conservatore nei confronti dei costumi e dell’amore. Va sgombrato il campo dall’idea che la ragione ponga ostacoli alla felicità. Non è la nostra natura razionale la causa dell’infelicità:  prima di Krutch a pensarla in questo modo è Byron e, prima ancora, l’autore dell’Ecclesiaste: “Cosicché io ammiro i morti che sono già morti più dei viventi che sono ancora vivi. Sì, e meglio degli uni e degli altri è colui che ancora non è stato e non ha visto il male che viene preparato sotto il sole…. Colui che accresce la sua conoscenza accresce anche il suo dolore”. Da una tale disposizione d’animo ci si libera con l’azione!
COMPETIZIONE
Una delle cause di infelicità ne mondo contemporaneo è la lotta per il successo, l’aspirazione ad andare sempre più in alto e ad incrementare i propri affari. Chi è inserito in questo ingranaggio non si rende conto che sta perdendo il gusto della vita e che “la corsa nel quale è impegnato non conduce che alla tomba” . L’attenzione di Russell si concentra soprattutto sul mondo finanziario americano:  “La religione e il buon nome di un uomo d’affari esigono che egli faccia molto più denaro . … Se si vuole che l’uomo d’affari americano sia più felice, bisogna prima di tutto che cambi religione”. L’attenzione di Russell si concentra soprattutto sul mondo finanziario americano:  in altre realtà,  ciò cui si porta rispetto non è il successo in sé “ma quell’eccellenza alla quale il successo è dovuto”, in America, invece, anche gli intellettuali prendono a modello l’uomo d’affari e nulla mitiga la lotta spietata per il successo finanziario. La vita per molti è solo competizione e in ciò si perde il gusto per la vita, l’uso esclusivo della volontà si afferma a scapito dei sensi e dell’intelletto.
NOIA ED ECCITAMENTO
Russell attribuisce particolare importanza alla noia—o all’ennui— come ostacolo alla felicità nel nostro tempo . La noia è il contrario dell’eccitazione: è contrapporre alla situazione presente un desiderio di novità, non necessariamente positive. La maturità della persona prevede che egli sia capace di vivere momenti di tranquillità senza essere in costante stato di eccitazione. Per vivere in armonia con noi stessi e con l’universo, dovremmo riavvicinarci alla terra: al flusso lento e ripetitivo della terra, cadenzato dal riposo. I piaceri che ne derivano rimangono, non sono momentanei. “La vera gioia può vivere soltanto in un’atmosfera di continuità”.
FATICA
Una certa fatica fisica può aiutare a sentirsi felici, ma la fatica spinta oltre un certo limite porta alla degenerazione del corpo e rende la vita insopportabile: Il progresso e le macchine hanno provocato una riduzione della fatica fisica, ma alla fatica fisica è subentrata la fatica nervosa, cui è difficile sottrarsi. Paura del licenziamento, paura del fallimento … ogni categoria sociale vive la sua forma di paura nervosa. Per questo tipo di fatica c’è un rimedio, che consiste nell’educare la propria mente all’ordine, guidandola a pensare alle cose al momento giusto. La psicologia dell’ansia è complessa, ma può tranquillizzarci a volte pensare che “L’io non è un frammento molto importante del mondo…”: se non dovessi riuscire in qualcosa, il mondo continuerà a girare lo stesso!
INVIDIA
Ci si può liberare dall’invidia “gustando le gioie che si incontrano sul proprio cammino” senza fare confronti con gli altri. Anche la modestia è molto simile all’invidia o conduce ad essa: Russell riconosce i vantaggi di un’educazione in cui si trasmetta nei bambini la sicurezza nella propria personalità.
SENSO DI COLPA
Proviamo senso di colpa spesso a causa di una morale tradizionale basata sulla superstizione e con un predominio dei problemi del proprio io. Non ci lasciamo sufficientemente guidare dalla ragione per vivere l’apertura verso l’altro. Siamo sempre ripiegati su noi stessi e, in quanto ci sentiamo in colpa, proviamo un senso di inferiorità e, di conseguenza, invidia verso l’altro.
MANIA DI PERSECUZIONE
Nelle forme più estreme è, naturalmente, pazzia; ma ci sono tendenze più miti alla mania di persecuzione che affliggono anche molte persone “normali”. C’è chi si lamenta continuamente di essere maltrattato da tutti, vittima di scortesia, malafede o ingratitudine. In realtà, gli altri non si interessano così tanto a noi da nutrire il desiderio di perseguitarci. Molte volte, la mania di persecuzione è prodotta dalla convinzione di muoverci per motivi altruisti, perché sopravvalutiamo i nostri meriti, perché ci aspettiamo che gli altri si interessino di noi quanto noi stessi.
PAURA DELL’OPINIONE PUBBLICA
La morale e le opinioni delle comunità moderne rendono alcuni comportamenti e stili di vita assolutamente normali in alcuni luoghi e disapprovati in altri. L’individuo oggetto di disapprovazione può essere costretto all’isolamento, così come successe alle sorelle Bronte. “Buona parte dell’infelicità, soprattutto nei giovani, nasce da questo”. In questo caso, basta con la timidezza: cominciata con qualche piccolo strappo e, un po’ alla volta, la vostra comunità arriverà a tollerare di più il vostro comportamento.
CAUSE DI FELICITÀ
È possibile la felicità. Non ci sono dubbi per Russell: la felicità è possibile e gli scienziati, in particolare, lo sono: essi dedicano molto tempo e molta passione allo studio e il loro lavoro viene riconosciuto dalla società. In questo modo  mente viene distolta da quei problemi che potrebbero causare loro noia o fatica. Ma non sono gli unici: dalla felicità del suo giardiniere (impegnato quotidianamente nella lotta contro i nemici conigli non meno di quanto non lo sia Scotland Yard nei confronti dei Bolscevichi) a quella del tipografo e degli artigiani in genere, Russell potrebbe portare numerosi  esempi di come si possa essere felici.“Coloro che hanno un genuino interesse in un qualsiasi motivo sono provvisti di una occupazione per le loro ore d’ozio, e di un antidoto sicuro contro la sensazione che la vita sia vuota”. Senza che questo debba rappresentare, esclusivamente , una forma di evasione :

“Un cordiale interesse per le persone è una forma di affetto, ma non l’affetto avido che tende al possesso … la forma che favorisce la felicità è quella che ama osservare le persone e trova piacere nelle loro caratteristiche individuali”.

Il segreto della felicità sta nell’avere molti interessi e nel provare reazioni cordiali alle persone che ci interessano, senza sforzarci alla simpatia nei confronti di persone che non ci interessano, per senso di dovere.

La caratteristica più universale dell’uomo felice è LA GIOIA DI VIVERE. Nel definire in cosa consista la Gioia di Vivere, Russell tocca uno dei punti che più lo avvicina alle teorie ellenistiche: la moderazione e la sobrietà come virtù essenziali per la sua concezione etica.:

“In una vita buona deve esistere un equilibrio tra le diverse attività, e nessuna di esse deve essere spinta al punto da rendere impossibili le altre”.

Il goloso spinge all’eccesso la sua passione per il cibo e questo è affatto contrario al l’idea di “gioia di vivere”. Dedicarsi ad una passione è l’equivalente di un buon appetito a pranzo, ma dedicar visi smoderatamente è come essere un goloso che affoga nella ricerca del cibo ogni preoccupazione: è un’occasione di fuga dalla realtà e dal vuoto dell’esistenza senza alcun profitto correlato (che spesso è connesso con la conoscenza) . Russell dimostra anche una sensibilità nei confronti della questione femminile e degli stereotipi di genere , affermando che per le donne, come per gli uomini, la gioia di vivere è il segreto della felicità e del benessere, contro una morale repressiva che vorrebbe inibire nella donna qualsiasi entusiasmo per le vita. L’importanza degli AFFETTI, nel quadro degli elementi a favore di una vita felice, non viene sottovalutata dal filosofo: sentirsi amati è fondamentale per sentirsi sicuri . La miglior forma d’affetto è quella che garantisce reciproca gioia di vivere: ricevere e ricambiare. Si tratta di un rapporto che non nasce dalla paura , ma che deriva dalla sicurezza e dalla stabilità d’animo. Fonte di molte critiche è il suo pensiero nei confronti della FAMIGLIA . L’analisi di Russell è molto lucida e tiene conto della mutata condizione femminile e della libertà conquistata dalle donne nubili. Le sue osservazioni comprendono anche il calo delle nascite.
LAVORO
Uno degli elementi che possono aiutarci ad essere felici è il lavoro, soprattutto per l’esercizio di un’abilità e il costruire. Il lavoro è un preventivo alla noia e, inoltre, offre l possibilità del successo e l’opportunità di coltivare ambizioni. Il lavoro può diventare un mezzo per conquistare una reputazione.

INTERESSI PERSONALI
Sono gli “interessi minori” che ci impegnano nel tempo libero a qualificare la nostra esistenza. Quanti più interessi abbiamo, non connessi con il lavoro, tanto più riusciamo a dimenticare il lavoro fino a quando non lo riprendiamo e lo facciamo meglio di quanto non lo faremmo se ci pensassimo di continuo.
Gli interessi personali aiutano a conservare il senso delle proporzioni e a dare il giusto valore a quello che facciamo, per non cadere nel fanatismo o avere una portata mentale limitata al presente.
Se si potesse cambiare l’educazione superiore, sarebbe bello sostituire le religioni ortodosse con una viva coscienza del passato e della grandezza della quale l’individuo può essere capace. L’educazione alla grandezza dell’animo emanciperà il giovane dalle paure che assediano chi è schiavo delle circostanze.
Coltivare più interessi ci permette di affrontare più serenamente le prove dolorose della vita.

“L’infelicità dipende tutta da una specie di disintegrazione, vi è la disintegrazione interiore prodotta dalla mancanza di coordinamento tra la mente cosciente e quella incosciente; vi è la mancanza di integrazione tra io e società, là dove i due non sono uniti dalla forza degli interessi e degli affetti obbiettivi. L’uomo felice è colui che non soffre di questa mancanza di unità… “.

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